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15 gennaio 2018

EPITAFFIOLOGRAFANDO


Mi accingo a coltivare ironia per uso personale, per il sol gusto di scrivere "accingo a".

30 dicembre 2017

GIUSTO PER CONFORMISMO


Così come la farfalla passa di fiore in fiore per gustare le dolcezze di ciascuno, la monade umana passa di vita in vita, da pianeta a pianeta, raccogliendo esperienza, conoscenza e forza. Solo quando termina il giorno della vita, segue la notte e con essa il sonno, apportatore di sogni di vivida realtà.
E poi ci sono io, che a Capodanno passerò da portata in portata e da bicchiere in bicchiere.

20 dicembre 2017

SMARGIASSO APOSTROFATO


Gli antichi affermavano che la natura non tollera il vuoto. Sicché non possiamo distruggere o annullare una passione. Se questa viene eliminata, un'altra ne prenderà il posto. Non si dovrebbe quindi cercare di distruggere ciò che è inferiore, ma di sostituirlo con il superiore; il vizio con la virtù e la superstizione con la conoscenza.
Non so voi, io mi faccio un altro giro di brandy.

26 novembre 2017

VERBALE E ARGOMENTIZIO


Solo l'onniscienza simultanea di tutto ciò che esiste sarebbe la vita assoluta senza alcuna corruzione di morte, ma un tale stato rimane un'impossibilità finché l'uomo è legato a una personalità e a una forma limitata, possedendo quindi un'esistenza e una coscienza limitate.

Userò questa frase, domattina, come mantra durante il mio lento caracollare giù dal letto.

17 novembre 2017

VENERDI 17.11.17


Le parole mai dette, quelle che restano in piedi sull'orlo della mente, nidificano nelle pieghe del rimpianto e della frustrazione. Ma, a parte che non me ne frega un cazzo, volete proprio sapere cosa ne penso?

14 novembre 2017

CERCANSI


Chi viene con me a fare qualcosa di moralmente disdicevole e a ridere poi sguaiatamente dei tabù altrui?

7 novembre 2017

PRECIPITAZIONI DI APPROFONDIMENTO


Evito di raccontare quello che si specchia tra il mio subconscio e tutto il resto che intanto non frega giustamente a nessuno, nemmeno a me, ma una cosa la devo proprio dire. Voi vi comportate come se lavarsi la faccia fosse semplice. Come se non richiedesse chiudere gli occhi, come se non fosse una prova costante di futile fiducia incondizionata, come se non importasse nulla e non fosse davvero importante. Come se non ci fosse questo incontro, a metà strada, con la schiena piegata, in campo neutro. Come se non si tagliasse l'acqua a metà. Mi consolo con le goccioline, rarefaccio la turbolenza intrinseca del getto. Io e disinvoltura, postulando sia dominabile.