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23 marzo 2017

ESCLUSIONE DI RESPONSABILITA'


Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, poiché, se lo fosse, tale testata non sarebbe da raccomandarsi ad alcuno. L'usurpazione della paternità dei testi ivi prodotti, non sarà perseguitata a norma di legge, in quanto la riproduzione parziale o totale è consentita in qualunque forma e piacimento, senza esplicito consenso, per affermazione tesa a definire o delineare l'estensione, i diritti e gli obblighi tra me e te, che stai leggendo, entrambi coinvolti in una relazione legalmente riconosciuta come scrittore e lettore. Ma, se proprio desideri contattarmi, non farlo ad ore pasti che solitamente mangio. Riguardati dai tarli.

20 marzo 2017

NUMEROLOGISTICAMENTE PARLANDO


Mi sento come il venditore di palloncini sul luogo della catastrofe. Ogni sistema in natura è destinato a diventare più grande, più complesso, più dipendente. Ergo, inevitabile è il raggiungimento di un livello critico, sia esso nel sistema stesso o nei sistemi periferici, dopo il quale resta l'estinzione come unico orizzonte possibile. Vorrei che prendessi in considerazione l'idea di diventare sistema insieme e condividere le nostre estinzioni come una. Prenditi pure il tuo tempo, se serve a farti prendere anche il mio. Sai quanti paesaggi identici sono in grado di sopportare per arrivare fin lì? Quanti divieti e segnali di pericolo e intimidazioni a rispettare i limiti sono in grado di ignorare? Dimentica il fatto che nella mia testa continuino ad essere evocati disastri o i peggiori scenari possibili: sono dilettantismi di autodifesa. Lo so che non ti piace sentirtelo dire, ma quantificare è il segreto e la fine del segreto. Che chi dice che nei numeri non c'è l'essenza delle cose, non conosce i numeri o non conosce l'essenza delle cose. Se in quello che dico, in quello che voglio dimostrare o in quello che credo di sentire c'è qualcosa che i numeri non possano significare, allora troverai che nascosti tra noi ci sono i numeri più grandi che chiunque abbia mai provato a contare.

17 marzo 2017

MI DILEGUO NEL DISCORSO


Non ce l'ho fatta. Ci ho provato, davvero. In molti modi, ma non ce l'ho fatta. Ho provato distraendomi facendo cose su cose, uscendo più spesso, a volte ho provato con il brandy, altre con elucubrazioni notturne megafoniche, per cui mi è costata una multa per disturbi sonori. I carabinieri, allertati dal vicinato, non hanno voluto sentire ragioni. O sragionamenti, nel mio caso. Ho provato persino a farmi legare in uno scantinato adeguatamente insonorizzato per l'occasione, ma mi sono improvvisato escapologo con riuscita nell'intento e non c'è stato verso. Nemmeno capoverso. Da questo spazio non riesco a stare lontano. Deve trattarsi di una debolezza, non me lo spiego altrimenti.

24 gennaio 2017

EPILOGRAFIA


Cari Squilibrati, s'avvisa che l'Esso Blog, non verrà più aggiornato. Grazie a chi c'è stato, a chi c'è ed a chi si imbatterà in questo spazio angusto. La chiave è comunque appesa accanto alla porta, indi si prega poi di richiudere e di riporla dove la si è trovata. La porta è quella sul retro.

Grazie e arrivederci.


22 gennaio 2017

AI POSTERS L'ARDUA SENTENZA


E alla fine non è rimasto niente. Nessun sentimento, nessun amore, nessuna tristezza, nessun rimpianto. Solo il ricordo di una bella storia che, come tutte, è giunta alla fine. Portandosi via l'ultimo brandello di umanità.





Buon viaggio amico mio.

15 gennaio 2017

SAGITTABONDO


Lo volete uno stato di ingovernabilità sul piano etico, così semplice che però manca come un dettaglio che fa la differenza? Ebbene, dicendo che se Io non è Io e se anche lo fosse sarebbe un altro che si agisce soltanto, si afferma che Io non è padrone in casa propria e non sempre è responsabile delle sue azioni. Che ridere. Rivelazione, oltretutto, che lo solleverebbe da ogni responsabilità con tanto di spruzzatina di gin.

15 dicembre 2016

AMEN


Avrei voluto scrivere un post inusuale, rispetto alla linea di questo blog. Un post in cui parlo di una band che mi ha rapito anima, cuore, mente e viscere: gli Halestorm. Un post in cui parlo del loro genere heavy rock, della grinta che mi trasmettono e che mi ha aiutato in questo poco più di un anno da consapevole sclerotico, del loro sound che a volte ha un tratto di già sentito, ma che è un già sentito fatto divinamente. Avrei voluto scrivere un post parlando delle loro chitarre grossamente distorte, dei loro bassi profondi, di una batteria che ricorda la colonna portante nella stabilità dell'equilibrio e della voce melodica, grintosa ed all'occorrenza grezza, stridula, seppur mai fuori luogo e con un timbro ideologicamente adatto a tutto ciò che ho appena descritto, della vulcanica cantante. Avrei voluto scrivere un post come una delle loro canzoni: al fulmicotone! O solo per provare a spiegare che ogni volta che li ascolto, oltre alla pelle dritta, mi convinco sempre più incarnino la mia idea di rock music sotto ogni aspetto, pur dicendolo dal basso della mia carriera accademico-musicale. Ma, attenzione, probabilmente questo post non lo scriverò.